 |
 |
Nell'estremo ultimo lembo di
Puglia le terre del Salento si stendono quietamente in una
ininterrotta piana di silenzio, solo apparentemente monotone ed
uniformi: 130 Km. di costa disseminata di vari castelli, torri di
vedetta rifugi anacoretici, sono la cornice di questo silenzio,
carico di tremila anni di storia... |
Una rete stradale scorrevole, priva di pendenze permette itinerari
percorribili in brevi tempi, dove le attrezzature ricettive non
snaturano mai un panorama fatto soprattutto di spazi e di mare, che
ripudia ingombri turistici deturpanti. Il paesaggio, incontaminato, è
affollato solo di sotterranee sorgenti carsiche e grotte segrete, tra
asfodeli e ginestre, cascate di profumi a picco sulle scogliere. |
 |
 |
In questa antica bellezza senza tempo è ancora possibile leggere le
tracce dell' "Homo sapiens" nei pittogrammi preistorici della Grotta
dei Cervi, a Porto Badisco, una delle stazioni più importanti
dell' uomo del neolitico; seguire le tracce dei "dolmen" e dei
"menhir"
disseminati nelle solitudini della
pianura, insieme agli ipogei ellenistici, ai villaggi rupestri delle
valli dell' Idro e delle Memorie. |
Così, nella particolarissima architettura è ancora possibile cogliere
l'avvicendarsi delle dominazioni della storia, come per folgoranti
squarci, nelle testimonianze messapiche, greche, normanne, spagnole;
tra la filigrana della tenera pietra leccese, si legge l'itinerario di
civiltà contadine e aristocratiche, tra lo sfarzo di un ceto di potere
borghese e l'ostentazione della chiesa controriformista ripiegata sul
fastoso esercizio del suo culto. |
 |
 |
E' questo il senso di quel barocco unico al mondo, ridente sotto la
luce mediterranea. La terra del sole diviene così senza tempo, ci
invita a vagabondare per i suoi itinerari, fatti di percezioni, di
profumi e di azzurro. |
| Erano detti "Messapi", letteralmente "coloro che vivono in mezzo ai
due mari", gli antichissimi abitanti del Salento; disteso tra due
limpidissimi mari, per una lunga e varia costa, esso vanta tuttora,
nei 23 comuni costieri il primato di acque chimicamente
batteriologicamente incontaminate. |
 |
 |
Una suggestiva e
mutevole litoranea unisce le località di soggiorno estivo. La
fascia dopo San Foca, tra Roca e Torre dell'Orso, si stende tra boschi
folti e oasi naturali, come quella delle Cesine, protetta dal W.W.F.,
zona di transito migratorio per l'avifauna. All' interno, vicinissima,
un piccolo gioiello, Acaya, unico esempio in Italia di città
"ideale" fortificata nel rinascimento. Roca vecchia, nuovamente sulla
costa, mostra le tracce, oltre che di una torre cinquecentesca, di
insediamenti messapici, di mura megalitiche, di necropoli, di grotte
anacoretiche, le "laure" basiliane dell' 8° secolo d.C.; luoghi
leggendari di approdo e di preghiera. |
Dopo S. Andrea, i laghi Alimini, ampia superficie boschiva protetta, e
riserva biologica, dove il più ampio dei due bacini si addentra per
una superficie di 400 ettari. E finalmente Otranto, città "olocausto",
degli ottocento eroi sacrificati nel quattrocento dai Turchi. Dopo
Porto Badisco, (P. Venere, l'antico approdo di Enea) la scogliera
continua alta come una terrazza a picco sul mare tra pennellate di un
verde lussureggiante e stupende grotte marine dal nome da fiaba (54
nel tratto S. Cesarea, Castro, Tricase) sino al famoso santuario "De
Finibus Terrae" è la "porta del paradiso", Leuca
bellissima con il suo
porto, al vertice delle leggende dei due mari. |
 |
 |
Siamo ormai sullo Jonio, su una litoranea di grande suggestione, dotata
di strutture ricettive per il miglior turismo, S. Gregorio, Torre
Vado, Pescoluse, Torre Pali, Riva di Ugento, incantevoli le lunghe
spiagge di sabbia fine e bianca. Via via, più innanzi siamo a
Gallipoli, nella immensa baia di smeraldo; qui è nato il carnevale più
antico di Puglia; una fontana ellenica, la più antica d'Italia si
affaccia sul porto, con il Rivellino, cupo, nell'oro del tramonto.
Dopo S. Caterina, le scogliere si alternano a sterminati arenili
dorati, orlati di dune; più oltre, incastonato nel verde, lo splendido
Porto Selvaggio, immenso parco naturale protetto, allo sbocco di
sorgenti sotterranee nei fondali fosforescenti, sotto vertiginosi
strapiombi.
|
Ultima tappa Porto Cesareo, cinto da antiche dune, zona di sorgenti,
località incontaminata, prescelta per un progetto di parco marino e
stazione biologica dalla fondazione Parenzan; irreale, in tutte le
gamme dell' azzurro, si offre come visione nelle mattinate di
tramontana, nel puro vento del nord. |
 |
|